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In Puglia ogni azienda ha un’anima e soprattutto quando si parla di cibo e di terra, quell’anima trasmette essenze e fragranze di una storia che diventa ogni giorno più affascinante. Come la storia di Filippo Ragone, classe ’90, che nel 2018 ha fondato ad Altamura, nel cuore della Murgia, l’azienda apistica L’Ape nell’Orto. Un’azienda che sin dall’inizio ha basato tutto il suo operato su un principio fondamentale: il rispetto della natura dei propri insetti e del territorio in cui vivono. «In primo luogo – spiega Filippo – ho rifiutato qualsiasi forma di allevamento intensivo o di forzatura artificiale», il tutto con un obiettivo semplice e complesso allo stesso tempo: produrre un miele capace di restituire il sapore autentico del territorio da cui proviene, un miele capace di suscitare emozioni positive.
Amore per le api e per il territorio: Filippo si presenta così. E se gli chiedi che tipo di imprenditore si sente, lui ti risponde senza esitare: «Nasco come agronomo ma nella realtà apistica mi posso considerare un pastore, un pastore d’api». Sì, perché le api de L’Ape nell’Orto vengono portate in transumanza e lasciate libere di svilupparsi, di raccogliere nettare e polline seguendo i cicli stagionali, di produrre un miele che è espressione unica dell’ambiente in cui operano, in numerose varianti. Il nomadismo apistico è una pratica essenziale per garantire questa varietà: Filippo sposta gli alveari tra Puglia e Basilicata per permettere alle api di seguire le fioriture più ricche e salutari, dalla fioritura dei mandorli a quella degli agrumi, passando per i ciliegi e le erbe spontanee della Murgia. Questa tecnica consente di ottenere mieli dalle caratteristiche uniche, in cui ogni annata porta con sé una sfumatura di gusto irripetibile. «Abbiamo la fortuna di vivere in una terra ricchissima nella sua biodiversità – spiega Filippo – Non a caso, per la produzione del miele, sono tante le aziende apistiche che portano i loro alveari in Puglia e in Basilicata».
Ma basta davvero questo per produrre un miele unico?
«Il nomadismo è soltanto uno degli aspetti. Anzi, per chi sceglie di non nutrire le api artificialmente, si tratta di una necessità, perché di fatto ci si sposta in cerca del cibo migliore da offrire ai propri insetti». Una volta raccolto il miele, e dopo innumerevoli ed amorevoli accorgimenti nelle fasi gestionali di campo degli alveari, ci sono altri passaggi cruciali che segnano la differenza fra un miele comune e un prodotto ancora più prezioso. I tempi di maturazione, ad esempio: se il più delle volte si cerca di velocizzarli, l’Ape nell’Orto ha scelto di lasciare che il miele decanti nei fusti per un periodo che può arrivare fino a sei mesi. «È un processo naturale che permette di preservare al massimo gli aromi e le proprietà nutritive del miele, garantendo un prodotto puro e inalterato», spiega Filippo che, nella sua azienda, oltre che l’anima, ci mette le mani. Il pastore delle api sorride alla metafora, ma poi aggiunge che alla manualità lui ci tiene davvero. A tal punto che non utilizza macchinari neppure per l’invasettamento. «Ogni vasetto di miele – racconta – è frutto di un lavoro manuale. Quando il miele si cristallizza, la soluzione sarebbe riscaldarlo per invasettarlo più facilmente. Il problema, però, è che in questo modo si alterano le caratteristiche organolettiche». Per questo Filippo invasetta a mano anche in inverno, quando il miele cristallizza naturalmente. Una scelta rara nel settore, che testimonia l’attenzione alla qualità rispetto alla velocità di produzione. E nel caso dell’Ape nell’Orto non potrebbe essere diversamente. È la stessa terra a chiederlo per potersi raccontare meglio.
Allora sì, ogni miele prodotto da Filippo racconta una storia e porta con sé il sapore autentico del territorio. Il Millefiori, ad esempio, è il risultato della straordinaria biodiversità della Murgia, dove le api raccolgono nettare da una varietà incredibile di specie vegetali. Il risultato è un prodotto che cambia ogni anno, riflettendo le caratteristiche uniche della stagione e del luogo di raccolta.«Sulle etichette dei nostri vasetti indichiamo sempre il luogo di raccolta. In questo modo sottolineiamo il legame tra il prodotto e il suo territorio d’origine». Un principio seguito per ogni varietà di miele prodotto da l’Ape nell’Orto: ognuna è il frutto di una raccolta attenta, effettuata nel momento ottimale per preservare gli aromi naturali e le proprietà benefiche. Caratteristiche che hanno visto il prodotto di Filippo eccellere a livello nazionale, con alcuni fra i più importanti riconoscimenti nel settore. «Ricevere le Tre Gocce d’Oro ai Grandi Mieli d’Italia è stata un’emozione grandissima – racconta Filippo – Anche se per me l’emozione più grande resta l’apprezzamento delle persone che utilizzano ogni giorno i nostri prodotti, non solo il miele». Oltre a questo, infatti, l’ Ape nell’Orto ha ampliato la sua offerta con una serie di prodotti derivati dall’alveare, come pappa reale, propoli e polline, oltre a novità che uniscono tradizione e innovazione, come integratori a base di miele, cosmetici naturali e persino birre artigianali. Il tutto realizzato con l’approccio di sempre, quello di un pastore che porta a spasso le sue api, permette loro di nutrirsi adeguatamente e ne rispetta i tempi, convinto che le storie più belle si raccontano così: lentamente, gustando ogni parola e ammirando i luoghi di ogni singolo, meraviglioso scenario.